Re Norcino si conferma Re…: il suo Campagnolo premiato a Vinitaly nell’area della Regione Calabria

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Re Norcino… un tantino ambizioso come nome, tuttavia è probabile che in un’ipotetica elezione tra i norcini (quelli, ovviamente, che fanno questo nobile e antico mestiere con competenza e senza comode ma poco salubri scorciatoie)  della regione Marche il risultato confermerebbe il nome. Di re di solito ce n’è uno, forse Giuseppe visto che è lui a farsi conoscere in giro per eventi e fiere, poi c’è la famiglia reale ed è la famiglia Vitali, allevatori, innanzitutto, da  generazioni. E non sono molti i casi in cui la passione per l’allevamento si integra in modo così intenso con quella per la Norcineria.

Anche nel Campionato italiano del Salame del 2025 il Campagnolo di Re Norcino è stato premiato, con la consegna del premio a Vinitaly nell’area della Regione Calabria, sito scelto non a caso perché i Calabresi sono stati i più rappresentati nella finale e hanno pre raggiunto il primo posto assoluto nel podio.

Il Campagnolo ha guadagnato il terzo posto assoluto e ha vinto anche il premio di categoria “Salame da maiale a manto scuro”, confermandosi avendo vinto questo premio anche nel 2024, quando Re Norcino è salito sul podio con un altro suo salame, la Corallina, giunta al secondo posto assoluto.

Il Campagnolo è un Ciauscolo tradizionale che, proprio perché al 100% tradizionale, non può fregiarsi del marchio IGP costruito a misura di industria: il disciplinare infatti non consente l’utilizzo, essenziale nella tradizione più autentica di questo salame con una storia plurimillenaria, del Vin cotto.

Pertanto ha vinto più volte in passato il premio di categoria “Ciauscolo marchigiano”, premio ottenuto da Re Norcino anche con il suo Ciauscolo IGP, presentato un anno in alternativa a Il Campagnolo: la famiglia Vitali ha voluto infatti proporre anche questa versione ma senza transigere dalla sua vocazione di naturalità e salubrità quindi rinunciando a qualsivoglia scorciatoia, la chimica soprattutto, che il disciplinare consente.

Se l’attività artigiana di salumeria con la proposta di salumi classici e tipicità regionali – prosciutto crudo, Corallina, guanciale, Norcidella (simile alla mortadella di Bologna) e via dicendo – è quella con cui l’azienda si presenta al pubblico e ne giustifica il nome, l’impegno e gli sforzi maggiori della famiglia Vitali di questi tempi sono concentrati sul maiale tanto da presentarsi sul sito come allevamento del “maiale del futuro”. Ma un futuro per recuperare i valori della tradizione e della storia del territorio: selezione genetica e perfezionamento degli ambienti e delle struttura per l’allevamento semibrado puntando a un rigoroso rispetto del benessere animale e della sicurezza sanitaria… Tutto ciò dovrebbe essere premiato dalle istituzioni sia perché valorizza e tutela un territorio sia perché garantisce prodotti più salubri, non solo più buoni.

Invece tutto ciò è stato scoraggiato: il problema, infatti, non sono le idee innovative, le competenze, le capacità ataviche per riuscire a raggiungere gli obbiettivi bensì una burocrazia cieca e stressante che porta a costi inutili e ha portato (e porta ancora) perdite di tempo e lunghezze assolutamente assurde e ingiustificate. Comunque, con costi economici e umani che hanno richiesto costanza, pazienza da Giobbe e autocontrollo, l’intento è stato quasi raggiunto.

Ed è già stato raggiunto un risultato straordinario: l’ultima generazione della famiglia non solo condivide gli obbiettivi ma si sta impegnando con un entusiasmo per nulla scontato nei giovani del terzo millennio. Ecco quindi che il futuro è garantito non solo nel benessere del maiale ma anche nel crescente successo di Re Norcino: Agnese, Bianca, Maria, Giacomo, Chiara… la squadra c’è. Sta ai burocrati consentire che ci siano sempre i maiali che stanno bene sul serio.

La giornalista e sommelier Maria Cristina Beretta durante il Vinitaly ha scelto il vino calabrese che meglio si abbina a Il Campagnolo: “La Valle del fiume Neto è tra le più rappresentative della regione. Grazie alla posizione e ai terreni, il Val di Neto Igt rosato assume forte personalità, specie se solo da uve Gaglioppo. La discreta nota tannica accompagna la ricchezza delle note morbide del Campagnolo”.

Giuseppe Vitali, in rappresentanza della famiglia titolare di Re Norcino, premiato dal presidente dell’Accademia delle 5T durante il Vinitaly nell’area della Regione Calabria.

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