Anche nel Campionato Italiano del Salame del 2025, di cui la premiazione è avvenuta nell’ultimo Vinitaly ospiti dell’area della Regione Calabria, la Mortandela della Val di Non di Dal Massimo goloso di Coredo ha vinto il premio per la categoria Salame affumicato.
Non a caso l’Accademia delle 5T ha organizzato la premiazione in collaborazione con la Regione Calabria visto che i Calabresi sono i norcini più numerosi nelle finali del Campionato degli ultimi anni e quest’anno hanno espresso anche il vincitore assoluto.
Del resto Massimo Corrà, attuale capofamiglia di questa azienda artigianale ormai storica, ha avuto già a che fare con la Calabria per aver aiutato, acquistando (a prezzo elevato per solidarietà) i maiali di una cooperativa sociale in difficoltà dell’Aspromonte.
Qualcuno potrebbe obbiettare: ma che c’entra questa polpetta affumicata (perché tale appare la Mortandela della Val di Non) con il Salame? L’Accademia delle 5T, considerando le diverse storie e soprattutto i diversi nomi territoriali, comprende nel termine Salame tutti i salumi di carni macinate o tagliate a coltello contenute in un involucro naturale (di solito il budello, nel caso della Mortandela la rete di maiale) e destinati al consumo crudo o anche al consumo crudo. Da questi punti di vista la Mortandela della Val di Non è un salame a tutti gli effetti soprattutto alla luce della sua evoluzione da salume ricavato solo da tagli di carni povere a salume più pregiato che comprende anche tagli nobili.
Di fatto raccoglie grandi consensi presso un pubblico di tutte le regioni italiane anche dove non abituati all’affumicato e, in particolare, è molto apprezzata dai giovani: la sapiente speziatura e la qualità della materia prima creano un equilibrio molto accattivante con il sentore di fumo.
Il successo della famiglia Corrà, già notevole – e non solo in Italia – per lo speck e i vari salumi, è fortemente cresciuto per quanto riguarda la macelleria con laboratorio gastronomico per preparati: ci si domanda com’è possibile in un sito così marginale lontano da qualsivoglia entroterra metropolitano? Di certo aiuta un e-commerce molto vivace grazie all’efficienza e alla fantaaia di Davide, figlio di Massimo, ma non basta essere bravi su internet per consentire una così ampia scelta di preparazioni e persino una così ampia selezione di carni di razze pregiate di mezzo mondo.
Qual’è quindi il segreto del successo? E’ molto semplice, addirittura banale, Massimo e Davide, con il loro staff, sono bravi. Sono bravi a selezionare, a cucinare, nel lavoro artigianalissimo di norcini che ha radici ataviche e, grande merito non ultimo, l’empatia nei rapporti umani in casa propria e quando si presentano negli eventi gastronomici.
A Vinitaly la giornalista e sommelier Maria Cristina Beretta ha cercato il miglior abbinamento con un vino calabrese: “La Mortandela della Val di Non, quale salame morbido e delicato, con profumi sottili, pur se affumicato, richiede un vino che lo accompagni in sintonia, come lo Scavigna Doc rosso, in cui le note intense del vitigno Aglianico sono addolcite dal Magliocco e dalla Marsigliana nera”

Massimo Corrà non ha potuto presentarsi alla premiazione del Campionato 2025 (ha, però, inviato la sua Mortandela per la degustazione). Ma ha vinto anche nel 2024 e in questa foto viene intervistato dal giornalista Salvatore Audia ad Artigiano in fiera, dove si è svolta la premiazione del Campionato italiano del Salame 2024 anche allora nell’area della Regione Calabria.

La Mortandela della Val di Non durante la degustazione presso il banco d’assaggio della Regione Calabria a Vinitaly.





