“L’artigiano del 2000” e il ristorante “Tanto arrosto e poco fumo”: i riconoscimenti assegnati dall’Accademia delle 5T e Simposio Trionfo del Gusto

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In occasione del Simposio Trionfo del Gusto, il 18 novembre saranno assegnati dall’Accademia delle 5T e dallo stesso Simposio due nuovi riconoscimenti, uno a un produttore alimentare, il secondo a un ristoratore.

Chi è L’ARTIGIANO DEL 2000?

E’ un personaggio del mondo del cibo particolarmente competente e creativo nell’utilizzare le risorse della moderna tecnologia, vuoi nell’attrezzatura produttiva, vuoi nella comunicazione, per valorizzare la tradizione e la territorialità del cibo in modo sostenibile, in sintonia con l’ambiente e nel rispetto della biodiversità. Conosce bene sia le materie prime sia le tecniche sia le attrezzature tradizionali e le sa applicare e utilizzare ma non rinuncia ad apprendere ciò che offre il progresso tecnologico avvalendosene in modo critico e creativo per ottimizzare il suo lavoro purché ciò non vada a detrimento della diversità e dell’autenticità del risultato.

Qui a lato l’operazione di stiratura dei Bibanesi: Giuseppe Da Re, creatore e produttore di queste splendide pagnottine è un esempio straordinario di artigiano del cibo che risponde ai requisiti di questo riconoscimento.

 

Chi è il ristoratore “TANTO ARROSTO E POCO FUMO”?

E’ un cuoco o il titolare di un’azienda di somministrazione che ha la consapevolezza che il suo mestiere è “fare e dare da mangiare” soddisfacendo i 5 sensi (con l’olfatto e il gusto in prima istanza) dell’ospite nel rispetto del concetto di Gastronomia, il cui significato è “Scienza (regole) del ventre”, ovvero cibo in sintonia con le esigenze del nostro corpo, in parole povere cibo sano. Fa la spesa, non delega le scelta delle materie prime a fornitori di un po’ di tutto e vuole conoscere i fornitori. Il suo mestiere non è il grafico o il pittore, né tantomeno il divo.

Ciò non significa che un piatto non debba essere bello, o più correttamente attraente, invitante, ma significa che comunque la piacevolezza in bocca debba essere l’assoluta priorità.

Ciò non significa che un piatto non debba essere raccontato per valorizzare l’autenticità di un ingrediente o, magari, un’affascinante storia da cui è nato o che l’ha ispirato.

TANTO ARROSTO non significa piattoni colmi per abbuffoni, ma una giusta dose. Il premio non vuole essere una polemica contro le presunte (e non vere) miniporzioni di alcuni celebrati ristoratori…

E infine ciò non significa che un piatto non possa emozionare, ma l’emozione è cosa diversa dallo stupore ed è un plus valore alla portata di pochi piatti e pochi cuochi.

Qui a lato la “Melanzana alla Parmigiana” di Alfonso Iaccarino: questo autentico “Signore della Dieta Mediterranea” rappresenta perfettamente il ristoratore “Tanto arrosto e poco fumo” perché poco “fumo” non significa poco fascino e poca cultura perché, perlappunto, la cultura sta alla base della cucina italiana e, quindi, fa parte dell'”arrosto”.

A chi verranno assegnati i due riconoscimenti per il 2018? Lo scopriremo il 18 novembre al SImposio Trionfo del Gusto.



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