La Macelleria Caprini di Negrar premiata al Vinitaly nell’area della Regione Calabria

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Eugenio Caprini è ormai da anni un’istituzione di Negrar e pure di Verona. La sua macelleria è pure un itinerario turistico per i golosi e nel Campionato Italiano del Salame la sua Sopressa all’Amarone può addirittura definirsi trionfatrice, non semplicemente vincitrice: anche negli anni in cui si presenta alla giuria forse troppo fresca perché la domanda (anche dall’estero) supera l’offerta vince ugualmente come minimo il premio della categoria Sopressa veneta sponsorizzato da un’altra istituzione regionale, i Bibanesi. E talvolta finisce pure nel podio assoluto del Campionato.

Così, giocando in casa perché nella sua Verona, lo troviamo per l’ennesima volta a ricevere il premio nell’area della Regione Calabria al Vinitaly. Una location giustificata dal fatto che negli ultimi anni la Calabria è la regione più premiata e con più finalisti nel Campionato Italiano del Salame, quest’anno ottenendo, con la famiglia Ioppolo di San Giorgio Morgeto (RC), addirittura il primo posto assoluto.

Ma Eugenio non cede, anche se le richieste giungono da ogni dove non rinuncia alle dimensioni artigianali della sua attività, non compra carni di maiali qualsiasi e, anche se preferirebbe girovagare in camper per un meritatissimo riposo, non riesce a rinunciare a “tenere le mani in pasta”.

Cos’ha di speciale la Sopressa all’Amarone di Eugenio? L’Amarone, che è sul serio Amarone perché Eugenio se lo produce da sè? Quel sentore equilibrato di aglio che distingue la Sopressa veronese da altre Sopresse venete? La materia prima, ovvero i maiali, del territorio e allevati come si deve da allevatori di fiducia sotto l’occhio attento di Eugenio? Di tutto un po’, certo, ma la magia sta soprattutto nella maestria artigianale, qualcosa che Eugenio ha nel DNA, per cui ogni gesto – la selezione e la lavorazione della carne, la scelta e la dose degli altri ingredienti, i tempi giusti dell’impasto… – si armonizza in sintonia non solo con le caratterische della carne in lavorazione ma pure con l’ambiente in cui il lavoro quel giorno si svolge, la temperatura, l’umidità, persino il suo umore.

Poesia? No concretezza, l’essenza del modo di essere e dell’unicità di ogni vero artigiano, di un mestiere in cui si crea un’armonia tra manualità, conoscenza e creatività.

Al Vinitaly la giornalista e sommelier Maria Cristina Beretta ha proposto il Palizzi IGT Rosso come abbinamento ideale alla Sopressa all’Amarone con un vino calabrese: “I vini rossi dell’area collinare di Palizzi e dei comuni limitrofi hanno una struttura ben solida, del resto si è in una zona tra le più a Sud della Regione. Il Palizzi Igt rosso, diventa così compagno ideale per la Sopressa all’Amarone, ricca di profumi e intensa nel sapore”.

Nella foto in alto: Eugenio Caprini premiato nell’area della Regione Calabria al Vinitaly da Maria Cristina Beretta; a destra Guido Stecchi mostra una confezione di Bibanesi, gli accattivanti panetti all’olio extravergine d’oliva, sponsor del premio, che accompagnano la Sopressa in modo davvero ottimale.
In basso: la Sopressa all’Amarone in degustazione dopo la premiazione al banco d’assaggio della Regione Calabria.

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