Pantelleria Isola del Tesoro, ce la raccontano Il Parco Nazionale e “Pantelleria Eroica”

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Si dice che quando Cortès riuscì a mettere le mani sul tesoro di Montezuma non trovò monete d’oro ma semi di cacao. Anche chi rincorre un tesoro a Pantelleria non trova un forziere di monete ma prodotti della terra, in particolare una sinfonia di profumi che dell’oro ha il colore e non sta in uno scrigno ma in una bottiglia: l’oro di Pantelleria è il vino che nasce dall’uva Zibibbo. Ma non solo, Pantelleria è un’isola in mezzo al mare eppure la sua è una storia di contadini, di contadini e di misteri. I misteri si respirano girovagando tra le viti ad alberello riconosciute dall’Unesco come patrimonio dell’umanità, tra gli scogli di roccia nera che stanno lungo il mare ma pure in entroterra, tra muri a secco che hanno conosciuto i popoli di tre continenti, tra costruzioni antiche che percorrono millenni in doppia cifra, un tesoro di cultura ancora da scoprire, di conoscenze ancora da conoscere. I contadini non sono solo i viticoltori di aziende famose in tutto il mondo e di realtà meno note che ci offrono poche bottiglie ma ricche di sentimento oltre che di sensazioni, né sono solo i coltivatori di capperi altrettanto famosi, sono olivicoltori che non hanno bisogno di scale perché gli ulivi strisciano rasoterra, coltivatori di un origano dal profumo esplosivo e inconfondibile e di ortaggi e frutta che sanno fare economia di acqua, apicoltori che raccolgono mieli sconosciuti altrove e magari un tantino salati, allevatori e casari che si fanno aiutare dall’acqua di mare… Ma non basta, Pantelleria è stato un crocevia del Mediterraneo non solo per i guerrieri e i politici che ne volevano sfruttare la posizione strategica, ma soprattutto per popoli e mercanti che diffondevano semi e derrate alimentari nel Mediterraneo, sta al centro di un percorso che racconta la storia di legumi e cereali, una storia che si perde fino alle origini della conoscenza e che il Parco Nazionale sta cercando di recuperare in collaborazione di accademici e ricercatori italiani ed europei: ripercorrere la storia varietale di lenticchie, orzo, grano e via dicendo può fare dell’isola un laboratorio utile per tutta l’area mediterranea. Pantelleria, quindi, è l’Isola del Tesoro, il tesoro impalpabile della cultura e della conoscenza, il tesoro munifico e concreto del buon bere e del buon mangiare.

Al SIMPOSIO TRIONFO DEL GUSTO (Roma EUR, Salone delle Fontane, 19 ottobre ore 17,30) il Parco Nazionale dell’Isola di Pantelleria e la neonata associazione di operatori Pantelleria Eroica ci raccontano l’isola e il lavoro che stanno facendo per valorizzarne oltre 10mila anni di storia agricola ma ci faranno pure assaggiare, insieme al famosissimo Passito, i vini secchi e il nuovo progetto di bollicine, sempre di Zibibbo, la Tumma pantesca e una curiosa ricotta, che ricotta non è perché di latte e non di siero, fatta con l’aiuto dell’acqua di mare, nuove idee come i capperi in polvere e le foglie di cappero, mieli da fioriture sconosciute altrove, un olio extravergine d’oliva straordinario…

… Ma, a dire il vero, il nuovo progetto di bollicine di Zibibbo è nuovo nello stile ma non nell’idea come dimostra questo video dell’Istituto Luce del 1962.



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