UNA TASSA A FAVORE DEGLI AUTOGRILL E A DANNO DELLE TRATTORIE

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La truffa delle “piccole” (si fa per dire) multe: autovelox che possono provocare incidenti e uccidono le trattorie.

Un tempo, ormai quasi lontano, si diceva che per mangiar bene bisognava scegliere le trattorie frequentate dai camionisti. Ovviamente non è più così, sono cambiate le strade e sono cambiati i camionisti. Sono cambiate anche le regole che impongono giustamente agli autisti ore ridotte di guida e soste obbligatorie: gli autogrill sono diventati così una soluzione pressoché obbligata, di giorno e di notte, per chi fa lunghi viaggi in camion.

Ma per le auto? Ormai le trattorie “dei camionisti” sono rare e quasi tutte quelle sui percorsi stradali alternativi alle autostrade sopravvivono con il pranzo completo svenduto a 10 euro. I perché sono molti, ma non ultimo, per importanza, è quello delle multe che scoraggiano gli automobilisti dallo scegliere i percorsi alternativi nonostante il costo del pedaggio autostradale abbia superato quello della benzina. Insomma, le multe per irrisori superamenti dei limiti di velocità sono, di fatto, una “tassa Benetton”, un regalo ai gestori autostradali e agli autogrill!

Ci sono percorsi in cui i limiti di velocità cambiamo 3 volte a Km. E, spesso, sono in aperta campagna.

Ci sono punti di superstrade con il limite di 70 all’ora in discesa e in rettilineo: o si frena e scala di marcia, inquinando, o si supera il limite.

A 56 all’ora si riceve la multa, idem a 76 all’ora: è concepibile? Forse un ricorso si vince perché è assai dubbia la precisione di tutti gli autovelox, ma chi è multato viaggia, quindi quasi sempre prende la multa lontano da casa: gli conviene pagare perché ricorrere costa troppo, se non altro in tempo. Poi se ricorre al prefetto, che risponde sempre picche, quasi sempre gli tocca pagare il doppio, se ricorre al giudice di pace paga il “servizio” anche se vince: Insomma, un ricatto dietro l’altro e un probabile furto.

Il risultato? Chi viaggia molto al di fuori delle autostrade è ormai tassato dalle multe (a 60/70 euro al colpo diventano uno stipendio), è terrorizzato, è stressato da chi gli sta dietro con il macchinone e suona insultandolo (tanto per lui una sessantina di euro cosa sono?).

Così viaggia con un occhio ai cartelli, un altro al contachilometri. E la strada? Beh! Occhi per farci attenzione non ne ha più: ecco che spesso sbanda, vede la bicicletta all’ultimo momento rischiando di investirla, frena anche quando vede da lontano il perfido cartello del limite dei 50 all’ora in caso di nebbia (ma scritto in piccolo)…

Prima o poi (se non è già successo) ci scappa il morto.

Alla fin fine va sempre a 40 all’ora lavorando la metà e facendo bestemmiare pure chi va in trattore… oppure prende l’autostrada anche quando il chilometraggio aumenterebbe dell’80% e più.

Il limite di 50 all’ora in paese è sacrosanto (pur se le auto di oggi consentirebbero anche velocità superiori senza rischi), ma fuori dove c’è tuttalpiù qualche capannone e, spesso, neanche quello? E i 70 all’ora ormai quasi ovunque hanno senso?

I comuni (e non solo) ci sguazzano sperando di salvare il bilancio con queste multe ingiuste, in realtà:

– arricchiscono le autostrade;

– arricchiscono gli autogrill;

– arricchiscono i petrolieri per i consumi di carburante superiori;

– impoveriscono il paese, perché le trattorie, i bar, le edicole e via dicendo non hanno più passaggio, chiudono i benzinai sulle strade minori;

– aumentano l’inquinamento perché l’automobilista o fa più chilometri prendendo l’autostrada o è costretto a frenare e mettere le marce basse;

– danneggiano i piccoli imprenditori e i professionisti che vedono il bilancio aggravato da maggiori costi per autostrade e carburanti;

– creano condizioni di tensione e guida meno attenta, quindi possibilità di incidenti anche gravi…

BASTA CON QUESTE GABELLE!

OCCORRE RAZIONALIZZARE I LIMITI DI VELOCITA’ (CON REGOLE CHE IMPEDISCANO AI COMUNI DI MANTENERSI CON LE MULTE ASSURDE), MULTARE SOLO I RECIDIVI O CON UN MARGINE RAGIONEVOLE DEL 15/20%, NON DEL 5%, SOPRATTUTTO PUNIRE SUL SERIO CHI, INVECE, VA A VELOCITA’ FOLLE E AFFERMA CHE AL VOLANTE C’ERA QUALCUN ALTRO ANCHE SE LA FOTO MOSTRA BEN CHIARA LA SUA FACCIA.



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