Rose’s, sentori di simpatici ribelli e fanciulle dai capelli rossi

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Il Centro Anidra, già noto per l’eccellenza del suo sciroppo di rose che ha consentito premi prestigiosi a chi l’ha utlizzato per creazioni gastronomiche, come la granita alle rose, ha avuto un’altra idea tanto brillante quanto attuale: Rose’s, la birra alle rose, un ulteriore contributo alla crescita del settore delle birre artigianali italiane caratterizzato in buona parte anche dall’utilizzo delle tipicità locali.

La particolarità di questa birra non è dovuta soltanto all’aromatizzazione con i petali di rosa ma anche e soprattutto a quale rosa viene utilizzata, la Rosa gallica officinalis.

La rosa è un fiore millenario che intreccia la storia e la cultura dei popoli: tutti ne parlano in maniera appassionata e struggente. A questo proposito non sarà casuale ritrovare la rosa quale simbolo e musa ispiratrice di poeti, scrittori e pittori. Plinio il Vecchio, vantandone il profumo, ci racconta di una famosa Rosa di Mileto che, molti secoli dopo, il botanico svedese Carlo Linneo chiamerà Rosa gallica. Questa tipologia di rosa rappresenta la più antica specie europea e verrà coltivata negli orti dei conventi durante il Medioevo, specialmente in Francia, assumendo anche ruoli simbolici e trovando spazio nell’araldica di nobili e re.

Ancora oggi è nota col nome di Rosa gallica officinalis e si tratta della varietà utilizzata per la preparazione dello sciroppo dal Centro Anidra, mentre altri l’hanno sostituita con altre rose che, al contrario della gallica officinalis, sono rifiorenti, non fioriscono una volta sola all’anno.

Ma non è la stessa cosa: i petali di Rosa gallica officinalis sono particolarmente apprezzati per la capacità di trattenere il profumo anche essiccati e le proprietà curative sono molteplici, da questo il nome The Apothecary’s Rose.

Fu nell’anno 2009, per pura passione delle rose, che al Centro Anidra hanno piantato una decina di queste rose e “provato” a fare lo sciroppo con i petali, antica tradizione ligure, ma oramai abbandonata in valle Sturla. Visto il successo del risultato, nel 2011 hanno avviato una coltivazione su circa mezzo ettaro di fasce terrazzate, con circa 500 piantine prodotte per loro con seme biologico da Vivai Sanremo.

Oggi la coltivazione è raddoppiata e aumenta ogni anno.

Dopo il successo dello sciroppo e di altre conserve, ecco che arriva la collaborazione con il Burrificio di Barassi di Giacomo Campodonico.

Il birraio ha scelto, per il malto, una miscela di Pilsner e Pale, di un’importante malteria europea, in pari quantità.

Le rose (20% circa del mosto prodotto) vengono messe in infusione in fase di filtraggio: nella pentola di “boil” vengono gettati i petali sui quali cade il mosto caldo filtrato; in questa fase si estraggono le proprietà organolettiche dei petali e il loro colore.

I luppoli scelti non contrastano con l’ingrediente speciale ma piuttosto lo accompagnano e risaltano: sono luppoli nobili europei con caratteristiche floreali e quindi affini.

La Rosa gallica ha anche proprietà amaricanti, per cui c’è stata particolare attenzione per i luppoli da amaro.

La birra ottenuta è amara, color rame conferito unicamente dai petali, il profumo di rosa è definito ma gradevole.

Assaggiandola e chiudendo gli occhi, facciamo viaggiare un po’ la nostra immaginazione e il nostro sguardo interiore spazia tra antiche locande dove popolani e ribelli alzano i calici in onore del baldo arciere che ha assalito la carrozza del perfido esattore mentre una fanciulla dai lunghi capelli rossi e una prosperosa scollatura si siede sulle sue ginocchia e lo bacia con calore. Il nostro naso interiore sente anche il profumo di questi capelli fluenti: è di rosa.

Chissà perché, ma Rose’s, la birra alle rose del Centro Anidra, fa questo effetto.



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