Mangio male? Che problema c’è? Ci sono gli integratori…

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Uno spot televisivo recita così: “Se i soliti integratori non bastano…”. E suggerisce un ulteriore integratore che surrogherebbe tutti gli altri. Un messaggio che suona balordo per chi ha qualche anno in più e fa persino fatica a capire che roba sono questi integratori, questa diavoleria del consumismo imposto del terzo millennio? I “soliti” integratori, ovvero questi intrugli chimici o comunque artificiosi sono entrati nelle abitudini dei consumatori, non sono più occasionali coadiuvanti di cure mediche in situaziioni patologiche, non sono più un aiuto a chi è ammalato, ma parte della “dieta” quotidiana. Ma perché? Perché una pillola al posto di una sana porzione di insalata condita con l’olio buono o di un bel tocco di Parmigiano? Per il nostro corpo avido di cibi sani è la stessa cosa?

Siamo al paradosso: il furbone risparmia comprando un olio extravergine d’oliva taroccato e privo di quei preziosi elementi che rendono il nostro olio da olive il più importante degli alimenti funzionali (ovvero che proteggono l’organismo oltre che alimentarlo), ma poi spende tre volte di più di quanto ha risparmiato comprando integratori di assai dubbia efficacia. Oppure risparmia 3 minuti (il tempo necessario per pulire un normalissimo cespo di lattuga o di radicchio) e spende il triplo comprando sacchetti di insalatine già pulite che sono poco più che acqua (perdipiù inquinata di pesticidi) perché non nate dalla sana terra completa di tutti i suoi elementi ma in acquacultura o terra ricostruita, Così poi, però, gli tocca perdere ore e ore dal medico perché i valori sanguigni dimostrano che manca questo e manca quello, quindi… medicine distruttive evitabili e integratori costosi e di dubbia efficacia.

Antiossidanti, vitamine, sali minerali… – quasi parole magiche, più o meno comprese nella loro importanza – non sono molecole ed elementi autonomi, che si possono costruire in laboratorio ottenendo il medesimo effetto sulla nostra salute, sono mattoni di complessi edifici costruiti dalla natura che svolgono bene il loro ruolo solo se assunti nel loro insieme. Un insieme irripetibile in laboratorio.

Nel cibo c’è tutto ciò che serve purché sia prodotto in modo sano e rispettoso, degli equilibri della natura, del benessere animale e di quel grande artigiano e chef che è il tempo.

Ma facciamo un po’ d’ordine anche tra gli integratori, perché chiamano così tante porcherie industriali ma anche “medicine” di erboristeria preziose, efficaci e senza controindicazioni che la legge vieta di chiamare con il loro vero nome, ovvero “medicina” o “farmaco”. Queste non sono alimenti, non pretendono di sostituire ciò che ci manca perché scegliamo il cibo sbagliato, hanno un altro ruolo. Poi ci sono cibi veri e propri che chiamiamo integratori perché non fanno parte delle nostre abitudini alimentari, come, per esempio, le alghe. Questi ben vengano ad arricchire i nostri pasti con ingredienti sani ma pure tanto buoni, se saputi utilizzare: la globalizzazione non ha solo svantaggi.

Ecco qualche vero integratore!



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