Quando la festa della mamma era la festa della pace

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Vogliamo interpretare in modo più nobile una festa della mamma nata fin dall’origine come un’idea commerciale? Infatti è nata già così, almeno in Italia (1956) e in gran parte d’Europa (iniziò in Svizzera nel 1917, poi via via in altri Paesi), non è stata ridotta a una corsa al regalo in epoca di sfrenato consumismo come per molti, purtroppo, il Natale.

Ma se torniamo indietro negli anni (pur senza esagerare riportandoci fino alle feste pagane sulla maternità che erano perlopiù inni alla fertilità) eccoci negli Stati Uniti dove la Festa della mamma della seconda domenica di maggio, ovvero come da noi, ebbe origini commerciali – sempre come da noi – ma già nel 1914, tuttavia con delle radici ben più nobili perché anticipata già dal 1908 in ricordo della sua straordinaria mamma da Anna Jarvis, una degli 11 figli di Ann Reeves Jarvis, amica di Julia Ward Howes, colei che, nel 1870, ideò la Giornata della Mamma e della Pace.

Fu proprio l’amica Ann Reeves (Jarvis era il cognome da sposata) a ispirarla con i suoi Mothers’ Day Work Clubs che, in particolare, indicavano un movimento femminile che, dal 1858 e in modo assai concreto durante la guerra civile (in entrambe le fazioni), era impegnata per migliori condizioni igienico sanitarie. Ma allora l’impegno e l’aggregazione femminile erano una miscellanea di attivismo sociale, femminismo, antischiavismo, voto alle donne, battaglia per l’uguaglianza in generale che si esprimeva secondo le esigenze del momento con particolare concretezza durante i tragici quattro anni della guerra civile americana (aprile 1861-giugno 1865) e in un periodo successivo in cui le conseguenze del conflitto evidenziarono contraddizioni tutt’altro che risolte sia nel tessuto sociale sia nelle stesse teste degli Americani.

Se la Festa della Mamma deve insegnarci qualcosa, dobbiamo far conoscere la storia di una donna eccezionale come Julia Ann Howes, attivista, mamma e moglie determinata che ideò una Giornata della Mamma e della Pace, non della torta a cuoricino o dei fiori ornamentali (infatti, in Italia, fu lanciata in occasione della Fiera del Fiore a Bordighera).

Ma che c’entra con un sodalizio che si occupa di buon mangiare?

Con il buon mangiare le mamme c’entrano (o c’entravano?) sempre, ma pensiamo in particolare alle mamme dei tempi che precedettero la Giornata voluta da Julia, quando troppe di loro vissero in trepida e angosciosa attesa che il figlio tornasse dai campi di battaglia o dai campi di prigionia e preparavano per lui un dolce, semplice ma autentico simbolo della famiglia e del ritorno a casa: l’Apple pie, la torta di mele americana.

E, come è ormai abitudine della nostra Accademia, diamo alla ricetta un tocco speciale made in Italy con una mela tutta italiana e un tantino speciale, la Mela Annurca che, a maggio, è ancora perfetta.

Ingredienti per l’impasto

  • 500 g di farina tipo 1
  • 250 g di burro
  • 50 g di zucchero di canna biologico
  • 1 cucchiaio raso di aceto di mele
  • 1 pizzico di sale
  • 1,5 dl di acqua fredda

per il ripieno

  • 8/10 Mele Annurche sbucciate e tagliate a pezzetti
  • 1 cucchiaino di cannella in polvere
  • 1 pizzico di chiodi di garofano in polvere
  • 1 abbondante grattata di noce moscata
  • 100 g di zucchero di canna biologico
  • 50 g di burro
  • 1 cucchiaio raso di maizena
  • il succo e la scorza (solo la parte gialla) di un limone non trattato

per rifinire

  • 1 uovo
  • Zucchero di canna

Mescoliamo la farina con il burro, lo zucchero e il sale, aggiungiamo l’acqua e l’aceto e impastiamo fino a ottenere un composto omogeneo che divideremo in due parti formando due palle che, avvolte in un canovaccio, riposeranno in frigorifero per un’oretta.

Nel frattempo mischiamo i pezzi di mela con lo zucchero, le spezie e la scorza di limone, quindi cuociamo la miscela a fiamma bassa in una padella in cui avremo sciolto in precedenza il burro. Quando le mele hanno preso colore aggiungiamo, mescolando, la maizena diluita con il succo di limone e poca acqua. Dopo qualche

Stendiamo le due parti d’impasto su una superficie infarinata in modo di ottenere due cerchi di 28/30 cm e mettiamone uno in una tortiera di 25 cm di diametro rivestita di carta forno bucherellando la pasta qua e là. Copriamo con un altro foglio di carta forno coperta a sua volta di fagioli secchi. Passiamo nel forno preriscaldato a 180°C e cuociamo per un quarto d’ora.

Togliamo la carta e i fagioli e sostituiamoli con le mele cotte. Ricopriamo con il secondo cerchio di pasta e chiudiamo premendo bene sui bordi. Foriamo anche questo strato, spennelliamo di tuorlo d’uovo sbattuto, spolveriamo con zucchero e rimettiamo la teglia in forno per circa tre quarti d’ora.

La Mela Annurca, una mela speciale, una mela antica

Questa mela dellla regione Campania, in particolare del Casertano,  non matura sull’albero ma viene raccolta quando è ancora in gran parte verde. Dopo la raccolta, per completare la colorazione rossa, le mele vengono sistemate nei “melai”, appezzamenti di terreno non più larghi di 1,5 m e protetti dall’eccessivo soleggiamento, sistemati in modo da evitare ristagni idrici, sui quali sono stesi strati di materiale soffice. I frutti vengono disposti in file esponendo alla luce la parte meno arrossata. L’operazione di arrossamento è obbligatoria per il disciplinare dell’IGP.

A metà dicembre i frutti sono completamente rossi e, particolarmente ricchi di antriossidanti preziosi, sono eccellenti anche fino alla successiva estate.



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